Smettere di rimuginare sul passato

Quando il passato ci tormenta, dobbiamo smettere di rimuginare per vivere felici

Rimugina colui che pensa a ciò che deve fare domani e a ciò che ha fatto ieri, alla ricerca di soluzioni perfette per risolvere conflitti, incontri con altre persone, problemi di lavoro. C’è chi rimugina solo quando ha di fronte a sé delle scelte importanti, o un’esperienza che sa già essere “forte”, ad esempio il giorno prima di un intervento chirurgico o di una riunione con il capo ufficio. Chi rimugina continuamente invece lo fa senza sosta, cercando di far tacere l’ansia che lo coglie pensando alle scelte del passato o del futuro, a comportamenti che ha già avuto o che potrà avere domani, in modo da rendere l’evento che lo aspetta o l’errore che teme di avere fatto meno stressante.

Le bugie che ci raccontiamo sul rimuginare continuamente

Spesso chi ha l’abitudine a rimuginare tende a mentire a se stesso sulle motivazioni per cui lo fa. Si tende a considerare questo atteggiamento come un tratto positivo della personalità, volto a di minuire comportamenti considerati “poco appropriati”. In sostanza c’è chi ritiene che cercando di vivere in anticipo un evento che avverrà domani si cerchi la soluzione migliore possibile. Allo stesso modo rimuginare sul passato viene da alcuni considerato come un modo per alleviare lo stress o la sensazione di inadeguatezza che coglie chi sente di aver “sbagliato”; ad esempio rispondendo in un certo modo ad un collega o facendo un particolare acquisto.

L’effetto del rimuginio nella realtà

Trascorrere buona parte del proprio tempo a rimuginare sul passato o sul futuro può, fino a un certo livello, diminuire leggermente lo stress correlato agli eventi che incontriamo nel corso delle nostre giornate. Per molte persone però il costante ruminare su eventi passati e futuri diviene un’occupazione troppo centrale nelle loro vite, che toglie tempo alla realtà contingente, che impedisce di concentrarsi su ciò che ci accade ora. Per altro molte persone tendono a ricostruire mentalmente un evento che non si è svolto come desideravano, pensando alle diverse opzioni che avrebbero potuto scegliere ieri; oppure immaginano un evento che dovrà svolgersi domani, valutando tutte le opzioni possibili nel loro comportamento, che spesso però non si verifica come immaginato, in quanto le variabili in gioco sono troppe, o comunque al di fuori del nostro controllo. Si pensi ad esempio a chi rimugina sulla riunione che si terrà domani in ufficio: si può immaginare ciò che si dirà in tale occasione, ad esempio sulla presentazione che è già pronta sulla scrivania, ma non sul comportamento di colleghi e superiori, che sicuramente modificherà, anche se leggermente, il comportamento del singolo.

Quando rimuginare diviene patologico

Come dicevamo, rimuginare di per sé non è necessariamente un comportamento negativo. Lo è solo quando diventa un’abitudine costante e continuativa nel tempo. Anche perché la vita è necessariamente varia e imprevedibile, cosa che regolarmente fa crollare tutte le strategie che si sono preparate attraverso il rimuginio continuo. Per altro fissarsi continuamente su una preoccupazione, su un evento che non si è svolto come si pensava o su un’esperienza futura che ci spaventa, porta spesso a ingigantire i problemi, impedendo al singolo soggetto di vivere ogni evento in modo positivo e aperto a tutte le possibili variabili in gioco. Rimuginare continuamente quindi non porta necessariamente a diminuire l’ansia e il timore per un evento futuro, o il rammarico e la vergogna per un errore fatto in passato. Anzi, rivivendo costantemente nella propria memoria il piccolo errore tende a ingigantirsi, minando l’autostima. Allo stesso modo, preparandosi per giorni, o anche solo per ore, a un evento futuro, prefigurandosi tutti i possibili accadimenti, si rischia di aumentare l’ansia, cosa che può portare a varie strategie, tra cui ad esempio l’evitamento. C’è infatti chi si chiude nel suo personale rimuginio, tanto da limitare le proprie esperienze e gli incontri con gli altri.

Smettere di rimuginare

Riflettere su ciò che avverrà in futuro o su ciò che abbiamo fatto ieri non è necessariamente negativo, soprattutto quando lo si fa su un singolo evento, evitando di prefigurarsi una catena di accadimenti che sono derivati, o che deriveranno, da una singola scelta. L’importante è spostare il focus da ciò che avremmo potuto fare o da ciò che desideriamo fare, verso ciò che possiamo fare ora per modificare un evento passato che ci ha provocato dei problemi, o verso i comportamenti che oggi possono portare ad una soluzione di ciò che ci preoccupa per il futuro. Sono varie le strategie che possono aiutare chi sta imparando come smettere di rimuginare. Oltre al concentrarsi sull’oggi, sul metodo zen del qui e ora, si può anche imparare a capire quali sono gli eventi per cu è importante preoccuparsi e quelli per cui invece non è necessario farlo. Come dicevamo prima, ci si può preoccupare per un intervento chirurgico, o per un colloquio che può consentire di accedere a un posto di lavoro che si desidera da tempo; al contrario rimuginare su eventi futili, o di scarsa importanza, è del tutto controproducente. Soprattutto quando all’interno delle rimuginazioni si considerano anche eventi o situazioni di cui non si può avere il controllo.

L’ineluttabilità delle cose

Chi tende a rimuginare continuamente in un modo che rasenta la patologia tende spesso ad arenarsi in un senso di inevitabile fallimento. Molte persone con l’abitudine a rimuginare si trovano a comprendere che le cose andranno proprio come le hanno immaginate e in generale l’esito del rimuginio è negativo. C’è chi dice di farlo per scaramanzia, c’è chi ritiene che aspettandosi sempre il peggio, se le cose vanno meglio di quanto sperato si hanno sempre esiti per certi versi positivi. In realtà pensare costantemente ad un esito negativo può portare a quella che viene definita una profezia che si auto adempie; per altro non sempre le esperienze che si vivono si basano esclusivamente sui propri comportamenti, in ogni evento entrano anche altri personaggi, sui quali non si ha alcun potere. Se si ritiene opportuno rimuginare su un evento, passato o futuro, è importante farlo in modo costruttivo e realistico.

 

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