Sindrome di Peter Pan: come riconoscerla e curarla.

Chi sono gli eterni Peter Pan? Perché non vogliono crescere? Come possiamo aiutarli a trasformarsi in adulti?

La sindrome di Peter Pan, come possiamo immaginare dal riferimento al personaggio di J.M.Berry, riguarda quegli adulti – solitamente uomini – che non vogliono assumersi le responsabilità che la loro età comporta. Non essendo una sindrome ufficialmente riconosciuta dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è difficile identificare chi ne soffre. Solo perché qualcuno ha dei comportamenti tipicamente infantili, come la curiosità, il senso dello humor, o ama cose solitamente considerate per bambini, non significa che abbia questa sindrome. 

Sindrome di Peter Pan: cause

È difficile stabilire con certezza le ragioni che spingono un uomo adulto ad evitare le responsabilità, ma ci sono alcune teorie a riguardo.

Infanzia viziata.

Conosciamo tutti dei genitori che non dicono mai “no”, che non sgridano mai il figlio, né lo mettono in punizione e che continuano a viziarlo, anche una volta cresciuto. Questi comportamenti possono favorire lo sviluppo della sindrome di Peter Pan, perché impediscono al bambino di completare correttamente la sua trasformazione in adulto autonomo. Chi ha sempre evitato i problemi o è sempre stato aiutato dagli altri, non ha mai avuto modo di confrontarsi con il mondo adulto.

Infanzia di abusi.

Chi ha subito abusi da piccolo potrebbe sentire il bisogno di recuperare quell’infanzia perduta, una volta diventato adulto. Non dovendo più vivere con i genitori ed essendo libero di fare quello che vuole, potrebbe voler regredire all’infanzia per sentirsi al sicuro. L’esempio più famoso è quello di Michael Jackson: privato della sua infanzia in nome della fama, ha sentito il bisogno di recuperarla da adulto, costruendosi la sua personale “Isola-che-non-c’è”.

Nostalgia dell’infanzia.

Provare nostalgia per la propria infanzia è un tratto comune a molti; ma per chi soffre della sindrome di Peter Pan questa nostalgia può diventare un’ossessione, che porta a glorificare il passato e denigrare e temere il presente.

Indigenza economica.

Al giorno d’oggi, i lavoratori si devono confrontare con orari estenuanti e salari bassi, che rendono estremamente difficile raggiungere i propri obiettivi di vita. Chi non riesce ad andare avanti potrebbe regredire, provare il bisogno di fuggire dalla realtà e dai suoi problemi. La fuga di per sé non è negativa, ma se implica ignorare le responsabilità del mondo adulto è pericolosa.

Mancanza di competenze per la vita adulta.

Sappiamo tutti cosa si intende con competenze per la vita adulta: prenotarsi gli appuntamenti dal dottore, pagare le bollette, fare la dichiarazione dei redditi. Eppure, nessuno ce le insegna davvero. Nessuno ci insegna come diventare un membro produttivo della società. Sappiamo che cos’è un mitocondrio, ma non sappiamo cosa fare per chiedere un mutuo. Alcune persone, sentendosi impreparate alla vita adulta potrebbero evitare di assumersi del tutto le responsabilità che ne derivano, sviluppando la sindrome di Peter Pan.

Sintomi

Come fare a sapere se soffriamo della sindrome di Peter Pan? Ecco alcuni dei sintomi più comuni.

Mancanza di interesse nella carriera.

La maggior parte dei lavori non è divertente né soddisfacente, tuttavia lavorare fa parte della vita. Chi soffre della sindrome di Peter Pan spesso non è motivato a trovare lavoro e, quando lo trova, batte la fiacca, non si impegna per fare carriera, e viene spesso licenziato. Oppure ha un lavoro part-time e si rifiuta di lavorare a tempo pieno, per riuscire a fuggire dalla realtà.

Incapacità di gestire le situazioni.

Da adulti, dobbiamo confrontarci con le situazioni più disparate e imparare a gestirle. Per chi ha la sindrome di Peter Pan, questo può essere estremamente problematico. Spesso reagisce urlando contro l’altro o facendo scenate, invece di dialogare per trovare una soluzione. A volte ha persino degli esaurimenti nervosi. Rifuggire sistematicamente i problemi è una loro caratteristica tipica.

Difficoltà a impegnarsi.

I Peter Pan adulti sono interessati al sesso e alle relazioni, purché non siano troppo lunghe o impegnative. Anche quando promettono di impegnarsi, alla fine rompono con il partner dopo un breve periodo. Spesso i Peter Pan si relazionano con le Wendy, ovvero con chi soffre della sindrome della crocerossina, che trova la sua realizzazione proprio nell’assumersi le responsabilità dell’altro. 

Abuso di alcol e droga. 

L’alcolismo non è raro tra coloro che soffrono della sindrome di Peter Pan: cosa c’è di meglio di alcol e droga per fuggire dalla realtà? Se è del tutto normale avere esperienze con droghe e alcolici nell’adolescenza, non lo è da adulti, specie se diventa una dipendenza e non si vuole fare nulla per affrontarla.

Inaffidabilità. 

I Peter Pan adulti sono sempre inaffidabili. Promettono di fare qualcosa per qualcuno, ma quando arriva il momento, spariscono. Potrebbero inventarsi una scusa banale o non menzionare mai la faccenda.  

È sempre colpa degli altri. 

Chi soffre della sindrome di Peter Pan difficilmente si darà la colpa di qualcosa, bensì la scaricherà sempre sugli altri.

Non vuole migliorarsi. 

Generalmente, i Peter Pan non vogliono migliorarsi. Vogliono invece rimanere nella loro condizioni di adulti irresponsabili per tutta la vita.

Come aiutare chi ha la sindrome di Peter Pan

Se una persona è programmata per essere un eterno bambino, le risulterà difficile crescere. Tuttavia, ci sono alcuni modi in cui possiamo indirizzarla sulla giusta strada.

  1. Smettiamo di aiutare. Non forniamo supporto a meno che non lo offra a noi.
  2. Introduciamo gradualmente i concetti della vita adulta. Per esempio, se si tratta di lavoro, aiutiamola a candidarsi per una posizione facile.
  3. Eliminiamo le distrazioni. Le distrazioni sono positive se moderate; ma una persona con la sindrome di Peter Pan non deve passare il suo tempo sui social o giocare ai videogiochi, al posto di cercare lavoro.

La terapia può aiutare

Uno dei modi migliori per aiutare qualcuno con la sindrome di Peter Pan è consigliargli la psicoterapia. Potrebbe volerci del tempo, ma è possibile trasformare un Peter Pan in adulto. Se siamo noi stessi a soffrire di questa sindrome, non lasciamoci vincere dalla paura: pensiamo a tutte le cose che ci stiamo perdendo evitando le responsabilità. Parlare con un terapeuta online può aiutarci a uscire dalla nostra comfort zone e ad entrare nel mondo adulto.

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Giuseppina Ribaudo

Specialista Sistemico-Relazionale, qualificata all’uso di EMDR. Terapia individuale, di coppia e familiare.

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