Lo stress buono esiste e ci aiuta a migliorare. L’importanza dell’eustress.

Come si differenzia da quello nocivo? Come possiamo riconoscerlo?

Che gli italiani siano fortemente stressati, non è una grande novità. Secondo un recente studio di Assosalute, ben 8 italiani su 10 soffrono di disturbi legati allo stress. Quello che forse ci sorprenderà è che ci sono due tipi di stress: quello nocivo, il distress, che ci tiene svegli la notte a rimuginare e a tormentarci, e quello buono, ovvero l’eustress. Stress buono? Davvero? Non è così assurdo come sembra. Se ci piacciono gli horror o i thriller, scopriremo che ci abbiamo già avuto a che fare. Il killer è dietro l’angolo, l’ultimo personaggio ancora in vita è nascosto dietro un albero e il nostro cuore batte all’impazzata. Sì, quello è stress. Ma è anche eccitazione e desiderio di sapere come andrà a finire. L’eustress è un compagno di vita inevitabile ma soprattutto prezioso, anche se spesso viene scambiato per distress. Scopriamo insieme di cosa si tratta esattamente.

Stress buono: in che modo ci fa bene?

Lo stress buono non sempre ci fa sentire bene: ci fa preoccupare, aumenta il nostro battito cardiaco e ci riempie di adrenalina.  Nonostante questo, ci fa bene. L’eustress ci spinge a impegnarci per ottenere il meglio. Immaginiamo di essere appena stati respinti da una persona con cui volevamo uscire. È un’esperienza senza dubbio stressante, che però ci incoraggia a migliorarci, a rivalutare il nostro approccio e a trovare il lato positivo della vicenda. È anche fondamentale per aiutarci a sviluppare la resilienza, a sua volta indispensabile per preservare la nostra salute mentale. La maggior parte di noi ne nasce priva ed è normale: la resilienza è qualcosa che si sviluppa attraverso la sofferenza, o meglio attraverso i momenti di eustress. Superare i momenti difficili ci insegna a sopravvivere. Lo stress buono è anche essenziale per il nostro benessere fisico. Ansiosi per quel nuovo allenamento? L’eustress ci darà la forza di portarlo a termine. Sicuramente sarà faticoso, ma nessuno può tenersi in forma ronfando sul divano!

Esempi di stress buono

Lo stress buono si manifesta in diverse situazioni. Scopriamo quali.

  • Viaggi. Affrontare viaggi internazionali e avere a che fare con abitudini diverse dalle nostre può essere piuttosto stressante, ma il risultato finale vale la sofferenza. Queste nuove esperienze formano la nostra visione del mondo ed espandono la nostra mente.
  • Grandi cambiamenti. Se chiedessimo a una coppia che si sta per sposare come si sente, ci risponderebbe che, nonostante sia un giorno stupendo, è super stressata. Lo stesso vale per i neo-genitori, che si sentono sopraffatti dall’ansia di non saper gestire al meglio il loro figlio. I grandi cambiamenti provocano stress, ma ci regalano anche grandi emozioni. 
  • Nuovi hobby. Tutti ci sentiamo stressati e imbarazzati quando proviamo per la prima volta qualcosa di nuovo, che sia una lezione di pittura o di inglese. Se superiamo quell’imbarazzo iniziale però, possiamo imparare nuove abilità e offrire nuovi stimoli al nostro cervello.

Come distinguere lo stress buono da quello cattivo

Se l’eustress è buono, il distress è altamente nocivo. Accumulare questo tipo di stress è dannoso per la nostra salute fisica e mentale, perché può portare ad ansia depressione. Ma come fare a capire quale dei due stiamo vivendo? Iniziamo a pensare agli eventi in termini di sfide e minacce. Una minaccia è oggettivamente negativa – una relazione violenta, un brutto voto, la malattia di un parente. Tutti questi eventi sono stressanti e, se perdurano nel tempo, possono procurarci ulteriori disturbi. Lo stress buono invece si manifesta quando c’è una sfida: una nuova lingua da imparare, una promozione inattesa, il trasferimento in una casa più grande. Le sfide ci mettono a dura prova, è innegabile, ma si possono affrontare e superare con successo.

Ricordiamoci inoltre che è possibile trasformare lo stress negativo in stress buono con il giusto approccio mentale. Naturalmente non siamo tenuti a farlo dall’oggi al domani e in qualsiasi tipo di situazione; nessuno ci potrà biasimare, se ci sentiamo stressati per aver perso il lavoro. È quello che arriva dopo quel breve periodo, che è importante. La perdita del lavoro può diventare ricerca di un lavoro migliore. La minaccia è arrivata ed è passata, ora affrontiamo una nuova sfida.

Evitare il distress ci sembrerà spesso la soluzione più comoda e veloce, ma proviamo a sforzarci per trasformarlo in eustress. Lo stress buono incoraggia la crescita positiva. La prossima volta che sentiremo il nostro cuore battere a mille, concentriamoci su quello che possiamo imparare da quella sensazione.

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Maria Rosaria Ospite

Specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica, utilizzata per trattare problematiche di natura psicologica, comportamentale e relazionale.

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