Il transfert in psicologia: che cos’è e come funziona

Il transfert come strumento terapeutico: dalle teorie di Freud alla moderna psicoanalisi

Il transfert è un fenomeno per cui si proiettano sentimenti o desideri che si provano per una figura importante della propria vita – come un genitore – su un’altra persona. Nel contesto della psicoanalisi e della psicoterapia, si parla di transfert quando un paziente manifesta nei confronti del terapeuta sentimenti provati in passato per qualcun altro.

Che cos’è il transfert?

Il concetto di transfert è emerso nella pratica psicoanalitica di Sigmund Freud alla fine del 1800. Freud credeva che le esperienze e i conflitti interiori vissuti nell’infanzia costituissero le fondamenta dello sviluppo della personalità dell’adulto. La psicoanalisi mira a scoprire questi conflitti inconsci, che possono essere la causa dei modelli di comportamento e delle emozioni del presente. Il transfert è un metodo grazie al quale questi conflitti possono essere individuati e, solitamente, risolti.

Facciamo un esempio. Se la madre di una paziente era estremamente giudicante con lei da bambina, e il terapeuta fa un’osservazione che la paziente percepisce come giudicante, quest’ultima potrebbe farlo presente e addirittura arrabbiarsi con il terapeuta. Questa reazione si può interpretare come transfert, in quanto la paziente ha rivolto verso il terapeuta gli stessi sentimenti che provava per sua madre.

Gli psicologi affermano che il transfert capita nella vita di tutti i giorni, e non soltanto durante la psicoterapia. Per esempio, una donna potrebbe sentirsi iperprotettiva nei confronti di un’amica più giovane che le ricorda la sorellina. Un giovane impiegato potrebbe provare gli stessi sentimenti che ha per suo padre nei confronti del suo capo, che glielo ricorda in qualche maniera.

Come funziona il transfert nella psicoterapia

Anche se molte delle teorie di Freud si sono rivelate difficili da dimostrare in maniera empirica, le sue teorie hanno gettato le basi per lo sviluppo della psicologia moderna, e un certo numero delle sue idee, tra cui il transfert, rimangono fondamentali ancora oggi. Soprattutto nella psicoanalisi e nelle forme psicodinamiche della psicoterapia, questo tipo di proiezione viene considerato un utile strumento terapeutico.

Focalizzandosi su una certa dinamica relazionale – come la tendenza a provare rabbia ansia in maniera sproporzionata in certi tipi di interazioni –, il terapeuta può aiutare il paziente a comprendere e individuare quei modelli comportamentali che contribuiscono a far insorgere il problema al di fuori della terapia. Tuttavia, in alcuni casi, ad esempio quando un paziente mostra ostilità o desiderio sessuale nei confronti dello psicologo, il transfert diventa una minaccia da gestire.

Quando il terapeuta si accorge che è in atto il transfert, può sfruttarlo a suo vantaggio per identificare e risolvere un problema latente. Sollevare la questione può essere un momento di rivelazione per i pazienti, che fino a quel momento non erano stati in grado di identificare il modello comportamentale problematico. Farlo però, può non essere così facile: il paziente si potrebbe innervosire e diventare restio ad aprirsi. Lo psicologo deve considerare attentamente il suo rapporto con il paziente, il grado di fiducia instaurato, e se è il momento giusto per parlarne.

Quali sono i diversi tipi di transfert in terapia?

Durante la terapia, possono verificarsi sia transfert positivi che negativi. Si parla di transfert idealizzante quando un paziente ritiene che il suo terapeuta abbia delle caratteristiche positive (ad esempio la saggezza). Se i sentimenti positivi non sono esagerati, questo fenomeno può rivelarsi molto utile per consolidare l’alleanza terapeuta-paziente. Se invece il paziente proietta sentimenti come sospetto o rabbia sul terapeuta a causa di relazioni o esperienze precedenti, parliamo di transfert negativo.

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Federica Catalano

Specializzata in Psicoterapia ad orientamento psicoanalitico rivolta al trattamento di problematiche tipiche dell'età adulta o adolescenziale.

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