Il ruolo della tristezza nella nostra vita

Un sentimento che non è solo negativo, ma che ci permette anche di evolvere. E soprattutto tristezza e depressione non sono la stessa cosa

La nostra cultura ci porta a valutare in modo negativo le sensazioni e i sentimenti diversi dalla felicità e dalla gioia. Sono molti coloro che invece di cercare di avere una vita soddisfacente, tale da portare alla piacevole sensazione di essere felici e contenti, mostrano un atteggiamento di fuga dalle proprie sensazioni non del tutto positive. In questi casi gli attimi di tristezza vengono negati, cercando rifugio in situazioni che ne favoriscono l’oblio. Questo tipo di atteggiamento è purtroppo rinforzato dai messaggi pubblicitari, dalle fiabe che si raccontano ai bambini, dai modelli di comportamento più diffusi. In una situazione di questo genere viene visto in modo più positivo colui che partecipa ad una festa con il solo scopo di dimenticare i propri problemi, invece di colui che si rinchiude in se stesso per comprendere le fonti della propria tristezza.

Quando ci si sente tristi

Tutti sappiamo cosa sia la tristezza, in quanto è un sentimento che chiunque prova periodicamente nella vita. Come tutti gli altri sentimenti, evolve con il passare degli anni; un bambino si rattrista quando non ottiene il gioco che tanto desidera, l’adulto è triste quando gli manca la persona amata o nel momento in cui comprende di non vivere come desiderava. Le motivazioni che ci portano ad essere tristi sono molteplici, spesso correlate al rapporto con gli altri: ci manca un amico caro, comprendiamo di non vedere i nostri genitori quanto vorremmo, una persona che per noi conta muore. In altri casi la tristezza è invece correlata ai nostri desideri più intimi o al compimento di ciò che sentiamo di essere lo scopo della nostra vita, la nostra “missione” nel mondo. Ci sono poi ovviamente anche momenti di tristezza che scaturiscono da eventi molto più banali, ad esempio un infortunio proprio mentre stavamo giocando la partita di calcetto con gli amici, uno screzio con la persona amata, o anche in concomitanza con la malinconia per il passato, per quanto riguarda eventi o persone.

Cos’è la tristezza

Stiamo parlando di un sentimento causato da situazioni poco piacevoli della nostra vita, che ha una valenza del tutto positiva: ci manca qualcuno, abbiamo sbagliato qualcosa nella vita, abbiamo dei desideri irrisolti. Quando ci si sente tristi non si dovrebbe cercare di sfuggire a questo sentimento, né di nasconderlo, come invece ci detta spesso la società. Cercare di capire quali sono le radici profonde della tristezza è il segreto per avere una vita felice, in cui otteniamo tutto ciò che desideriamo, che sia sul piano emotivo o materiale poco importa. In questo senso la tristezza gioca con il nostro impianto interiore di desideri, si basa proprio sul divario che esiste sempre tra ciò che sentiamo ci possa rendere felici e la realtà quotidiana. La persona felice è colui che riesce a godere di ciò che ha e di ciò che è, senza desiderare di più, come ci insegnano i grandi pensatori della filosofia Zen. Sotto questo punto di vista il Dalai Lama è un soggetto che ha molto da insegnarci sul tema della tristezza, in contrapposizione alla felicità.

Crogiolarsi nella tristezza

Per crescere, per evolvere come essere umano, spiritualmente ed emotivamente, la tristezza è un elemento fondamentale. Come abbiamo detto prima, sentirci tristi, capire perché lo siamo, ci consente di focalizzarci meglio sui nostri desideri: quelli più futili ma anche quelli più profondi. Nel momento in cui si è tristi l’importante è soffermarsi su ciò che effettivamente ci rende in questo stato, su quello che ha scatenato il sentimento. Non stiamo però parlando del crogiolarsi nella tristezza, del rimuginare continuo su ciò che ci rende tristi. Questo non significherebbe evolvere, quanto piuttosto ristagnare in un sentimento che a questo punto diventa puramente negativo. Continuare a rimuginare su qualcosa che ci manca, che desideriamo profondamente, senza modificare il nostro comportamento, lascia spazio non solo alla tristezza, ma anche al senso di fallimento personale, all’invidia per gli altri e ad ulteriori sentimenti che hanno connotazioni, in tale situazione, completamente negativa. Soffermarsi sulla tristezza significa invece cercarne le cause, fermarsi un attimo per centrare al meglio la nostra consapevolezza degli eventi e valutare le migliori strategie per andare aventi, tendendo alla felicità.

Tristezza e depressione

Spesso si sente accomunare la tristezza alla depressione. In effetti invece stiamo parlando di due condizioni assai differenti: prima di tutto la tristezza è un sentimento, mentre la depressione è un disturbo. Per certi versi la tristezza può essere uno dei sintomi della depressione, o anche un fattore scatenante in un certo qual modo. Si deve però sempre considerare che la depressione, in quanto disturbo, va curata avvicinandosi ad un professionista, in grado di accompagnarci in un percorso che ci consenta di ricominciare ad osservare la realtà quotidiana con i giusti occhi, senza le lenti distorte dovute ad un vero e proprio disturbo psicologico ed emotivo. La tristezza è invece un sentimento, come tale può arrivare all’improvviso e non va in alcun modo combattuta, quanto piuttosto compresa e “vissuta”.

Le cause della tristezza

Sono varie le motivazioni per cui ci si può sentire tristi, a partire spesso da eventi correlati al rapporto con gli altri. Del resto buona parte dei nostri sforzi quotidiani, in quanto essere sociali, consiste nel cercare di avere dei rapporti positivi, proficui ed evoluti con le altre persone. In questo senso la tristezza arriva nel momento in cui sentiamo la mancanza dell’altro, dopo un litigio o un’incomprensione. Il medesimo sentimento si può verificare anche quando non abbiamo qualcosa che desideriamo, dal punto di vista emotivo o materiale poco importa. Un’altra diffusa causa di tristezza riguarda poi il nostro personale comportamento, ad esempio l’accorgerci di un comportamento scorretto nei confronti degli altri, o la consapevolezza di non essere riusciti a fare qualcosa. Come dicevamo, il modo migliore per uscire dal sentimento della tristezza non è il crogiolarsi in essa, quanto piuttosto la ricerca delle motivazioni profonde che ci fanno sentire tristi. Una volta trovate avremo la chiave per tendere verso la felicità.

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