Gelosia patologica: come riconoscerla e come sconfiggerla

Cosa fare se noi o il nostro partner non riusciamo a uscirne.

È molto comune essere gelosi del proprio partner, di tanto in tanto. Una semplice conversazione potrebbe farci pensare che ci sia qualcosa che non va nella nostra relazione, nonostante sembri tutto a posto. Di solito è facile allontanare queste paure, quando si è certi che il nostro partner ci è fedele e che i sospetti sono infondati. Ma per chi soffre di gelosia patologica, questo è praticamente impossibile. I gelosi patologici hanno il timore costante che il partner li possa tradire, timore che innesca un circolo vizioso di sospetti che li conduce a conclusioni errate. Iniziano quindi ad attuare comportamenti strani, che causano problemi reali alla relazione e alimentano ulteriormente i loro dubbi.

Anche se la gelosia patologica sembra incurabile, è bene sapere che i pensieri ossessivi che induce possono essere gestiti con successo grazie alla psicoterapia. La più efficace è la cognitivo-comportamentale, che aiuta a identificare i modelli di pensiero disfunzionali che scatenano la gelosia per poi sviluppare delle strategie che impediscono a quei pensieri di prendere il controllo della nostra vita emotiva.

Sintomi della gelosia patologica

Per prima cosa, iniziamo a capire come identificare la gelosia patologica. I cinque sintomi principali, che influiscono negativamente sulla vita di coppia, sono i seguenti:

  • Sentimenti di gelosia
  • ipervigilanza: desiderio ossessivo di controllare il partner in ogni momento, che può tramutarsi in stalking o cyberstalking
  • disinibizione: incapacità di moderare le proprie reazioni di fronte al sospetto di tradimento (scenate di gelosia)
  • ansia
  • scarsa autostima

6 modi per sconfiggere la gelosia patologica

Vediamo ora come affrontare e sconfiggere la gelosia patologica in sei passi:

  1. Identifichiamo le situazioni che scatenano la nostra gelosia.

Siamo più gelosi durante gli eventi sociali o quando noi o il nostro partner siamo lontani per lavoro? Oppure quando ci capita una brutta giornata? Facciamo una lista delle situazioni che scatenano il nostro desiderio di controllo sul partner e ci inducono a dubitare di noi stessi e della relazione.

  1. Identifichiamo i pensieri che scatenano la nostra gelosia.

La terapia cognitivo-comportamentale si concentra sulla capacità di identificare i nostri “pensieri automatici”, ovvero quelle conclusioni inconsce a cui giungiamo immediatamente, come ad esempio: “Nessuno può amare uno come me.”

  1. Identifichiamo la relazione tra i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Ripetere a noi stessi “Nessuno può amare uno come me” quasi sicuramente ci porterà alla depressione. Dobbiamo renderci conto che le nostre emozioni sono connesse a quei pensieri automatici e disfunzionali del nostro inconscio, in modo da essere pronti a lavorare per cambiarli.  

  1. Mettiamo alla prova i nostri pensieri e le nostre convinzioni.

Se la gelosia che proviamo si basa su convinzioni personali erronee, è il momento di cambiare quelle convinzioni. Analizzando i nostri pensieri, possiamo renderci conto di quanto siano sbagliate. Ad esempio: se siamo sempre all’erta per cogliere dei fantomatici segnali dell’infedeltà del nostro partner e intervenire prima che ci tradisca, proviamo a trattenere quest’ansia e a vedere che succede. Ci accorgeremo che nulla di quanto avevamo immaginato si è verificato e che le nostre paure erano infondate.

  1. Smettiamola con le scenate di gelosia.

Cerchiamo di evitare i comportamenti tipici della gelosia patologica, ovvero di mostrarci perennemente sospettosi o di controllare il nostro partner ventiquattr’ore su ventiquattro. Proviamo a vedere cosa succede se non lasciamo parlare la gelosia, quando il nostro partner rincasa più tardi del solito. Accusarlo scatenerebbe la sua rabbia e lo costringerebbe a mettersi sulla difensiva. Se evitiamo di farlo, il nostro partner non si sentirà più oppresso e ci saremo evitati un inutile conflitto.

  1. Concentriamoci sulle problematiche latenti della nostra relazione.

La terapia cognitivo-comportamentale prende in esame le problematiche latenti che chi soffre di gelosia patologica porta all’interno della relazione, come la paura dell’abbandono o il complesso di inferiorità. Chi teme costantemente che il partner lo lasci, non fa altro che alimentare il fuoco della sfiducia, di cui ansia e gelosia si nutrono. Identificare i fattori scatenanti latenti può aiutare ad allontanare i dubbi che nutriamo su noi stessi e bloccare la ruminazione mentale.  

In conclusione

La gelosia e l’insicurezza sono altamente nocive e privano la coppia della sua energia emotiva. Entrambi questi problemi si possono affrontare lavorando con un terapeuta, che ci può aiutare a migliorare le nostre abilità comunicative e fornirci strategie di adattamento per essere più onesti e aperti con il nostro partner. Così facendo, potremo ricostruire la nostra autostima e la fiducia verso l’altro, rinforzando la relazione.

Anche se la gelosia patologica può sembrare un problema insormontabile, ricordiamoci che è facilmente curabile con la psicoterapia, in particolare quella cognitivo-comportamentale. Una terapia continuativa può alleviare immediatamente i sintomi e darci gli strumenti per vivere appieno la nostra relazione, insegnandoci a dire “Amo il mio partner” con gioia e sicurezza.

 

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Maria Rosaria Ospite

Specializzata in Psicoterapia Psicoanalitica, utilizzata per trattare problematiche di natura psicologica, comportamentale e relazionale.

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