Conseguenze psicologiche dell’infertilità nella coppia

Come gestire i sentimenti di lutto e rabbia che la scoperta dell'infertilità comporta

Non è raro provare un profondo senso di lutto, quando si affrontano problemi di infertilità. Quando una coppia scopre che le probabilità di una gravidanza sono nulle o scarse, la sofferenza è del tutto naturale, perché viene a mancare quell’idea di genitorialità che aveva coltivato negli anni, sin dall’infanzia. Le reazioni più comuni a questo problema sono shock, depressione, rabbia, frustrazione e tristezza, a cui seguono perdita dell’autostima e del senso di controllo sulla propria vita. Anche una volta che lo sconvolgimento e il dolore iniziali sono passati, le conseguenze psicologiche dell’infertilità permangono. 

Molte coppie continuano ad avere attacchi di rabbia e ansia ad alti livelli, dall’8% al 28% in più rispetto a una coppia fertile, e spesso finiscono per avere problemi coniugali e disfunzioni sessuali, oltre che a patire l’isolamento sociale. Una coppia che scopre di non poter aver figli è anche più soggetta alla depressione, dal 15% al 54% in più rispetto alla controparte senza difficoltà. Si tende a credere che siano solo le donne a soffrire per le conseguenze psicologiche dell’infertilità, ma erroneamente. Sebbene manifestino i sintomi a livelli più alti (ma probabilmente solo perché sono più abituate a esprimere i propri sentimenti), diversi studi hanno dimostrato che gli uomini infertili si ritrovano ad affrontare le medesime difficoltà.

Infertilità e isolamento sociale

È molto comune che le coppie con problemi di fertilità si isolino, perché vogliono evitare contesti e situazioni sociali che potrebbero scatenare la loro sofferenza. Persino la notizia di una gravidanza o le foto di un neonato possono essere difficili da gestire. Se da un lato è una reazione del tutto comprensibile, dall’altro è anche pericolosa, perché favorisce lo sviluppo di depressione e ansia.  

Anche le relazioni con amici e parenti vengono messe a dura prova dall’infertilità. Si preferisce allontanarsi temporaneamente dalle coppie con figli, dai parenti che vogliono ficcanasare a tutti i costi sui nostri progetti famigliari o che ci soffocano con consigli non richiesti per rimanere incinta. “Rilassati e vedrai che capiterà” è una frase che si sente spesso in questi casi, ma lungi dall’essere d’aiuto, è soprattutto dolorosa. Anche il rapporto con il nostro partner può diventare teso, mentre affrontiamo le conseguenze psicologiche dell’infertilità. Se decidiamo di provare dei trattamenti per la fertilità, questo può aumentare il nostro stress e portare a problemi nella coppia, ad esempio disfunzioni sessuali legate all’ansia.

Come gestire le conseguenze psicologiche dell’infertilità

Assistenza medica

Al giorno d’oggi, ci sono vari trattamenti disponibili per le coppie che hanno problemi di fertilità, sia medici che chirurgici. Secondo i dati di RESOLVE, del 44% delle donne che soffrono di infertilità, il 65% riesce a restare incinta, alla fine del trattamento. Tuttavia queste terapie costituiscono anche una fonte di stress – emotivo, fisico ed economico – non indifferente. Nonostante il lieto fine, il percorso può logorare la nostra salute mentale ed ecco perché è fondamentale prendercene cura.

Gruppi di supporto

Molti trovano conforto nel condividere la propria esperienza con altre coppie con problemi di infertilità, perché spesso è una sofferenza comprensibile solo a chi l’ha provata. Si può partecipare agli incontri con i gruppi di supporto sia fisicamente che online. 

Terapeuti specializzati

Un terapeuta con esperienza in disturbi legati all’infertilità può fare la differenza, e sempre più professionisti della salute mentale si stanno specializzando in questo ambito. Imparare e adottare tecniche di rilassamento come il training autogeno e la mindfulness può essere di grande aiuto nell’affrontare le conseguenze psicologiche dell’infertilità.

C’è sempre una soluzione

La cosa più importante è non perdere la speranza. Ci sarà sempre una soluzione al nostro problema di infertilità, che sia partorire un figlio nostro, adottarne uno o accettare il fatto che non ne avremo. La nostra visione della genitorialità potrebbe non essere quella che abbiamo sempre immaginato, e va bene così. Riusciremo ad elaborare la cosa, se non da soli, con l’aiuto di uno psicoterapeuta.

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Oceania Pannone

Specializzata in psicoterapia della famiglia e di coppia, utilizzo un modello che connette individuo e relazioni, mondo interno e mondo esterno, comportamenti, significati ed emozioni.

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