Complesso di inferiorità: come riconoscerlo e come liberarsene

Quali sono i sintomi? Qual è la relazione tra inadeguatezza e superiorità?

Paragonarsi agli altri e sentirsi inadeguati di tanto in tanto è del tutto normale. Può essere persino necessario, perché ci spinge a imparare dai nostri errori e a migliorare. Tuttavia, se questo sentimento di inadeguatezza diventa costante e opprimente, significa che è si è tramutato in un complesso di inferiorità. Anche se il termine viene usato spesso alla leggera e non sia diagnosticabile come disturbo mentale, è comunque un fenomeno grave e invalidante. Chi ne soffre ha problemi cronici di autostima, tende a svalutarsi e a indulgere nella ruminazione mentale, di fatto impedendosi di andare avanti con la propria vita.

Che cos’è il complesso d’inferiorità?

Secondo l’Associazione Americana degli Psicologi (APA), il complesso d’inferiorità è un sentimento di inadeguatezza e insicurezza che deriva da una mancanza fisica o mentale, che può essere sia reale sia immaginaria, mentre quello di superiorità consiste nell’avere un’opinione esagerata delle proprie capacità e dei propri successi. Stabilire se sia nato prima il sentimento di superiorità o quello di inferiorità può essere problematico: spesso chi si sente superiore lo fa per compensare un profondo senso di inadeguatezza. Il complesso di inferiorità si sviluppa solitamente durante l’infanzia a causa di esperienze invalidanti o di un ambiente familiare svalutante. Essendo qualcosa di inconscio, si può manifestare in molti modi, ma ci sono comunque dei sintomi che possono identificarlo.

Complesso d’inferiorità: sintomi

Come fare a capire se soffriamo del complesso d’inferiorità? Scarsa autostima e un’immagine negativa di se stessi sono i sintomi più evidenti, ma ce ne sono altri meno ovvi, soprattutto se si è sviluppato un senso di superiorità per compensare il proprio sentimento di inadeguatezza. Il segreto sta nel riconoscere le nostre reazioni a questo sentimento. Ci dà la carica per raggiungere i nostri obiettivi? O ci porta a rimuginare? Si tramuta in gelosia, ci spinge a svalutare gli altri per sentirci meglio con noi stessi? Se queste reazioni negative sono automatiche, allora possiamo parlare di complesso d’inferiorità.

Ecco alcuni sintomi tipici di chi ne soffre:
• insicurezza e scarsa autostima
• incapacità di raggiungere i propri obiettivi, ci si sente bloccati
• tendenza a rinunciare subito (si evitano confronti, sfide, etc)
• pensare al peggio
• sentire il bisogno di allontanarsi nei contesti sociali
• sentirsi scoraggiati e tristi
• provare ansia e depressione
• essere sensibili alle critiche
• non prendere sul serio i complimenti

Anche i seguenti sono sintomi del complesso d’inferiorità, anche se vengono spesso considerati atteggiamenti tipici di una persona fin troppo sicura di sé:
• estremo spirito competitivo
• perfezionismo
• ricerca di attenzione
• evidenziare costantemente i difetti negli altri
• faticare ad ammettere gli errori
• sentirsi bene con se stessi quando si fa meglio degli altri

Come curare il complesso d’inferiorità

Questo complesso non solo danneggia noi stessi, ma anche chi ci sta intorno. Se trascurato, può portare allo sviluppo di malattie mentali come ansia e depressione, per cui è importante chiedere aiuto se abbiamo problemi di autostima o se fatichiamo ad elaborare i nostri sentimenti.

Fare terapia

La psicoterapia è il metodo più efficace per affrontare questo complesso. Il terapeuta ci può guidare attraverso le nostre esperienze passate e aiutarci a elaborare le critiche e i traumi che ci hanno portato a plasmare l’immagine negativa che abbiamo di noi stessi. Si possono analizzare gli automatismi di pensiero negativo e trovare delle soluzioni per ricostruire la percezione del nostro io e recuperare la nostra autostima. Scavare nelle origini del proprio complesso non è sempre facile e può volerci un po’ di tempo per ottenere dei risultati, ma tornare a sentirsi sicuri di sé è possibile.

Meditare e tenere un diario

Oltre alla terapia, si può provare a meditare e a tenere un diario. Entrambe queste attività possono rivelarsi estremamente preziose per entrare in sintonia con noi stessi e aiutarci a scoprire l’origine dei nostri sentimenti di inadeguatezza.

Amare se stessi

Cercare di connetterci con il nostro io attraverso affermazioni positive è un buon metodo per contrastare i nostri sentimenti di inferiorità e inadeguatezza. Rivolgere a noi stessi pensieri positivi può aiutarci a non affondare nei momenti peggiori.

Selezionare il proprio gruppo di amici

Circondarsi di persone positive che sanno incoraggiarci può fare la differenza. Le relazioni tossiche ci predispongono al fallimento, soprattutto se siamo particolarmente sensibili alle critiche o abbiamo avuto relazioni difficili in passato.

In conclusione

Ognuno di noi ha i suoi pregi e i suoi difetti, quindi non c’è motivo per sentirsi inferiori agli altri e rassegnarci a vivere sentendoci perennemente inadeguati e non all’altezza. Possiamo liberarci da questo complesso. Tutti noi ci meritano di essere forti, felici e sicuri di noi.

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Andrea Tommasini

Specializzato in Psicoterapia Psicodinamica, rivolta al miglioramento delle capacità personali e relazionali, dell'autostima e del benessere psicofisico.

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