Complessi materni. Come liberarsene per avere delle relazioni sane.

Cosa sono, da cosa derivano e come influenzano la nostra vita da adulti.

Da bambino hai avuto una relazione difficile o dolorosa con tua madre (o con un’altra figura materna)? Hai ancora un rapporto teso o complicato con lei? Se le risposte a entrambe le domande sono sì, potresti avere dei complessi materni e, di conseguenza, avere difficoltà a mantenere delle relazioni sentimentali sane.

Cosa sono i complessi materni?

In generale, i complessi materni sono problemi psicologici che ci si ritrova a dover affrontare da adulti e che derivano da una relazione difficile con la propria madre (o la figura che ne rivestiva il ruolo) durante l’infanzia. La relazione madre-figlio è una delle dinamiche più importanti della vita di un essere umano. È quindi logico che, qualora questo rapporto sia malsano, soprattutto durante gli anni dello sviluppo emotivo, finisca per influenzare la nostra capacità di relazionarci da adulti.

Cosa si intende per rapporto malsano? Una madre troppo autoritaria, che prendeva le decisioni al posto nostro, o una madre che ci voleva bene ma che non è riuscita a fornirci supporto emotivo. Una madre che ci ha manipolato o abusato o semplicemente ignorato. I complessi materni possono derivare da una grande varietà di comportamenti, anche quelli ritenuti innocui o mossi da buone intenzioni, come quelli delle madri iperprotettive o iper-permissive, che si preoccupano solo di essere le migliori amiche del proprio figlio invece di fornirgli una guida concreta e strutturata.

Quali sono le cause?

Una relazione inadeguata tra genitori e figli può portare allo sviluppo di complessi materni, paterni o una combinazione di entrambi; questi ultimi, a loro volta, possono provocare effetti psicologici a lungo termine. Ogni nucleo e dinamica familiare sono unici, per cui è impossibile stimare gli effetti precisi di una certa situazione o relazione su una persona. Detto questo, i complessi materni derivano solitamente da una relazione tossica con madri che:
hanno abusato fisicamente, emotivamente sessualmente dei propri figli
• sono quasi sempre assenti
sminuiscono la figura paterna
• sono autoritarie e controllano la vita dei figli in ogni aspetto
• sono algide o incapaci di amare

5 segnali dei complessi materni

Prima di elencare alcuni esempi di comportamenti che possono facilmente contribuire allo sviluppo dei complessi materni, ricordiamoci che l’intero concetto di complesso materno non ha una definizione precisa e che ogni caso dipende da una molteplicità di fattori specifici della nostra infanzia.

1. Incapacità di provare connessioni profonde

Nostra madre aveva problemi di attaccamento? Faticava a legare con le persone e mantenere amicizie o relazioni romantiche? Se sì, e se noi stessi fatichiamo a connetterci con gli altri, è probabile che stiamo emulando il suo comportamento. Potremmo avere inconsapevolmente sviluppato il suo stesso tratto caratteriale e, di conseguenza, avere problemi con l’intimità, l’affetto o la semplice amicizia.

2. Essere appiccicosi

Avere sempre bisogno di stare fisicamente vicini al partner o provare estremo disagio quando non si ha un diretto contatto con lui può implicare un disturbo dell’attaccamento derivante da complessi materni. Questo tipo di insicurezza si ritrova anche in altri tipi di bisogni eccessivi.

3. Essere anaffettivi

Se abbiamo difficoltà a entrare in intimità con il partner, se evitiamo qualsiasi tipo di contatto sessuale o facciamo fatica a esprimergli il nostro affetto, probabilmente avevamo una madre indisponibile a livello emotivo.

4. Essere ipercritici

Non è raro ereditare le caratteristiche di una madre autoritaria, esigente e critica. Se siamo sempre ipercritici con gli altri, soprattutto con il nostro partner, la causa potrebbe essere proprio il rapporto con nostra madre.

5. Dipendere dagli altri

Se nostra madre ha sempre fatto tutto per noi, potremmo aver imparato a dipendere in tutto e per tutto da lei. I complessi materni possono comportare il bisogno degli altri per fare qualunque cosa, anche se potremmo benissimo farla da soli.

Complessi materni nelle donne

I complessi materni nelle donne di solito comportano:
• scarsa autostima
• difficoltà a fidarsi degli altri
• avere poche amiche 
• sentirsi in dovere di fare tutto alla perfezione
• evitare in qualunque modo di avere a che fare con la propria madre
• fare fatica a stabilire dei confini e a farsi rispettare

Complessi materni negli uomini

Gli uomini che hanno complessi materni possono manifestare diversi sintomi, tra cui:
• avere sempre bisogno di mantenere il contatto con la madre
• non volere avere niente a che fare con la propria madre
• essere irrispettosi nei confronti delle donne
• sentirsi insicuri e sospettosi
• dubitare costantemente dell’amore degli altri
• tradire il proprio partner (ripetutamente)

Ricordiamoci che questi sono solo possibili segnali, e non necessariamente si manifestano tutti insieme e nello stesso momento. Ogni caso è unico, ognuno di noi ha complessi materni unici e specifici.

Come affrontare i complessi materni

Non dobbiamo lasciare che il rapporto che avevamo con nostra madre determini quelli che abbiamo oggi con gli altri. Con impegno, determinazione e un po’ di terapia, possiamo imparare nuovi schemi comportamentali e cognitivi grazie a cui superare qualsiasi ostacolo interferisca con la nostra capacità di costruire e mantenere relazioni sane da adulti. La psicoterapia può anche aiutarci a sviluppare un rapporto più sano con nostra madre e risolvere conflitti latenti. Grazie a Cozily, possiamo metterci in contatto con dei professionisti della salute mentale con un semplice clic dalla comodità di casa nostra. La terapia online è tanto efficace quanto quella in presenza. Non lasciamo che i traumi della nostra infanzia riaffiorino, minando la nostra quotidianità. Possiamo risanare il rapporto con nostra madre e guarire dai complessi materni a partire da oggi.

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Matteo Corda

Specializzato in Psicoterapia Ipnotica, utilizzata per il rinforzo delle risorse interne, per il miglioramento lavorativo, relazionale e individuale.

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