Chi è il manipolatore? Come identificarlo e fermarlo

8 consigli per tenerlo a distanza e liberarcene.

La manipolazione psicologica consiste nell’esercitare un’indebita influenza attraverso distorsioni cognitive e sfruttamento emotivo, con l’intento di ottenere potere, controllo e privilegi a discapito della vittima. Il manipolatore mentale quindi crea deliberatamente uno squilibrio di potere, in modo da poter sfruttare una persona a suo vantaggio.

Manipolatore mentale: come identificarlo

Chi esercita la manipolazione mentale di solito ha queste caratteristiche:

  1. sa identificare la nostra debolezza;
  2. una volta identificata la nostra debolezza, la usa contro di noi;
  3. grazie ai suoi stratagemmi, ci convince a rinunciare a qualcosa di importante per servire i suoi interessi personali;
  4. qualunque sia il contesto (lavorativo, sociale, familiare), non smette mai di sfruttarci, a meno che non siamo noi a fermarlo.

8 consigli per liberarci dalla manipolazione mentale

Le cause dietro alla manipolazione cronica sono complesse e profonde, ma a prescindere dal motivo che spinge una persona ad esercitarla, è la vittima a pagarne le conseguenze. Come gestire una simile situazione? Ecco otto consigli per tenere a distanza i manipolatori e fermarli.

  1. Conoscere i nostri diritti fondamentali

Quando si ha a che fare con un manipolatore mentale, è fondamentale conoscere i nostri diritti e riconoscere quando vengono violati. A meno che questo non arrechi danni al prossimo, abbiamo tutto il diritto di farci valere e difenderci. Ecco alcuni dei diritti umani più importanti che devono rappresentare i nostri confini inviolabili:

  • essere trattati con rispetto.
  • esprimere i nostri sentimenti, le nostre opinioni e i nostri desideri.
  • stabilire le nostre priorità.
  • dire “no” senza sentirci in colpa.
  • avere ciò per cui paghiamo.
  • avere opinioni diverse da quelle degli altri.
  • prenderci cura di noi stessi e di proteggerci da minacce fisiche, mentali ed emotive.
  • crearci una vita felice.

Per quanto il manipolatore cerchi di privarcene così da poterci controllare e sfruttare, non dobbiamo mai dimenticarci che  gli unici ad avere il diritto di decidere della nostra vita siamo noi. 

  1. Mantenere le distanze

Un modo per individuare un manipolatore è vedere se si comporta in modo diverso in base alla persona e alla situazione. Egli infatti riesce a portare il concetto di differenziazione sociale agli estremi: può passare dall’essere oltremodo gentile con una persona e davvero maleducato con un’altra. Se notiamo che questi comportamenti sono ricorrenti, è bene tenerci alla larga da questa persona. Non è compito nostro salvarla.

  1. Evitare le auto-accuse

Il compito del manipolatore è trovare e sfruttare la nostra debolezza, per cui è normale che ci faccia sentire inadeguati o che ci porti ad auto-colpevolizzarci quando non riusciamo a soddisfare le sue esigenze. In queste situazioni, è importante ricordare che non siamo noi il problema. Consideriamo il nostro rapporto con lui/lei e chiediamoci:

  • Mi sta trattando con rispetto?
  • Le sue aspettative e le sue richieste sono ragionevoli?
  • È una relazione in cui do e ricevo oppure è a senso unico?
  • Mi sento a mio agio in questa relazione?

Le nostre risposte ci aiuteranno a capire se il problema siamo noi o l’altro.

  1. Spostare il focus sul manipolatore

I manipolatori mentali sono soliti fare diverse richieste, e noi per soddisfarle spesso usciamo dal nostro tracciato. Se il manipolatore ci fa una richiesta irragionevole, dobbiamo cercare di spostare il focus su di lui rivolgendogli delle domande ben precise, per capire se sia consapevole della natura ingiusta della sua richiesta. Ad esempio:

  • Ti sembra ragionevole?
  • Me lo stai dicendo o ordinando?
  • Ho voce in capitolo?

Il vero manipolatore mentale, ad esempio un narcisista, eviterà le nostre domande e insisterà con le sue richieste.

  1. Usare il tempo a nostro vantaggio

Il manipolatore si aspetta di ricevere una risposta immediata alla sua richiesta, per massimizzare la pressione e il controllo su di noi. In questi momenti, cerchiamo di sfruttare il tempo a nostro vantaggio e manteniamoci al di fuori della sua influenza. Proviamo a rispondere: “Ci penserò.” Prendiamoci il tempo che ci serve per valutare i pro e i contro della situazione e decidiamo se vogliamo rinegoziare i termini o se preferiamo dire di no.

  1. Saper dire di no, in maniera diplomatica ma risoluta

Questa particolare abilità, alla base dell’arte della comunicazione, ci permette sia di difendere la nostra posizione sia di mantenere una relazione sana con l’altro. Ricordiamoci che abbiamo tutto il diritto di dire “no” senza sentirci in colpa.

  1. Confrontare i bulli in sicurezza

Un manipolatore mentale può diventare un bullo se minaccia o fa del male. In genere i bulli scelgono come bersaglio le persone che percepiscono come deboli, per cui fino a che resteremo passivi e accondiscendenti, non ci lasceranno mai stare. In realtà, i bulli sono spesso dei codardi, quindi se reagiamo in maniera risoluta, ci lasceranno stare. Il confronto è la scelta migliore a patto che avvenga in un ambiente sicuro, magari con altre persone presenti. In caso di abuso psicologico o verbale, cerchiamo l’aiuto di un avvocato o di un professionista legale.   

  1. Stabilire le conseguenze

Se il manipolatore mentale continua a violare i nostri confini e non accetta un “no” come risposta, mettiamolo di fronte alle conseguenze delle sue azioni. Se ben esplicitate, le conseguenze sono in grado di bloccarlo e di costringerlo a passare dall’abuso al rispetto.

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Andrea Tommasini

Specializzato in Psicoterapia Psicodinamica, rivolta al miglioramento delle capacità personali e relazionali, dell'autostima e del benessere psicofisico.

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